SHORT THEATRE
2018 XIII Edizione

Short Theatre 2018 accoglierà due finalisti di Lettera 22.
Ai finalisti sarò garantito vitto e alloggio per il periodo di permanenza e collaborazione al Festival
Le date di Short XIII saranno comunicate a mese 2018

DOVE ROMA La Pelanda/Macro a Testaccio e Teatro India/Teatro di Roma
QUANDO Settembre  2018
DIREZIONE ARTISTICA Fabrizio Arcuri

Short Theatre è oggi un festival multidisciplinare, nato nel 2006 con l’intenzione principale di immaginare e costruire a Roma, una volta all’anno e per un breve periodo di due settimane, una comunità artistica, culturale, umana, che faccia dello spettacolo dal vivo un sistema di linguaggio per interrogare e operare sulla realtà. Short Theatre è un luogo e un tempo capaci di accogliere artisti, pubblico e operatori, alla ricerca della giusta distanza tra sguardo e creazione. Short Theatre è una lente con cui osservare il paesaggio dello spettacolo dal vivo italiano e internazionale, ma anche un’occasione di dialogo intorno all’attuale condizione della performance, alle sue forme e ai suoi sensi, alle sue prospettive. Short Theatre è insieme il territorio, la comunità, il suo abitante, e lo straniero in visita.
Ogni anno gli spazi de La Pelanda – Macro Testaccio, il Teatro India – Teatro di Roma, ma anche alternativamente altri luoghi con cui il festival collabora (Villa Medici, Le Biblioteche di Roma…), vengono abitati da spettacoli di teatro e danza, performance e concerti, incontri e conversazioni, percorsi di formazione e di visione, installazioni, djset. L’attenzione è ai progetti e ai percorsi artistici emergenti, e alle operazioni internazionali che all’estero hanno grande fortuna ma fanno fatica a incrociare i circuiti italiani. Alla base, la ricerca di un senso del fare arte: la performance come laboratorio politico di riflessione sulle forme della rappresentanza e della condivisione; la ricerca di una lingua, di una scrittura che sappia farsi voce teatrale; le derive e le ibridazioni che s’incrociano, e le forme espressive che si mischiano, rivelando così la loro identità; e ancora il continuo perdersi e darsi appuntamento, e rincorrersi, dello spettacolo e dello spettatore.