SCENE DI PAGLIA
2018 - X Edizione

Scene di Paglia - Festival dei Casoni e delle Acque 2018 accoglierà due finalisti di Lettera 22.
Ai finalisti sarà garantito vitto e alloggio per il periodo di permanenza e collaborazione al Festival.
Le date di Scene di Paglia 2018 saranno comunicate a febbraio 2018.

DOVE Piove di Sacco (Padova) e comuni limitrofi / Veneto
QUANDO Seconda metà di giugno / Inizio luglio 2018
DIREZIONE ARTISTICA Fernando Marchiori

Scene di paglia ha portato in questi anni in undici comuni della provincia di Padova e in due della provincia di Venezia, decine di spettacoli dal vivo, molti dei quali di rilievo nazionale e internazionale, prime assolute, anteprime, progetti speciali, percorsi didattici, laboratori, mostre, proponendosi al territorio come occasione per “fare rete” – non solo sul piano culturale – e facendo crescere un pubblico attento e appassionato alle espressioni più avanzate delle arti performative. Una scelta articolata di espressioni artistiche che vanno dalla prosa al teatro-danza, dal teatro di narrazione al nouveau cirque, dal teatro di figura al teatro musicale, sempre in dialogo con i luoghi del festival: casoni di campagna e di laguna, barchesse, parchi, idrovore, case coloniche, scuderie, parchi storici, piazze e angoli urbani. Spazi pubblici e talvolta anche privati, spesso riscoperti o aperti per l’occasione, che hanno consentito in questi anni di ricucire tra loro elementi di bellezza e di storia di un territorio profondamente segnato da processi di sviluppo incontrollato e non sempre attento alle peculiarità e alla fragilità dell’ambiente. Sera dopo sera, gli sguardi degli spettatori ricongiungono i lembi di una ferita sempre aperta, muovendosi anche fisicamente tra i luoghi di questo particolare festival itinerante, in un ideale percorso da Padova alla Laguna di Venezia. Il tema di quest’anno, Ricordare il futuro, si svilupperà attraverso una serie di riflessioni destinate a reagire con le proposte artistiche: se questo non è il presente che sognavamo, dov’è rimasto incastrato quel sogno? Già solo riportarne alla luce il desiderio sommuove il ristretto orizzonte lasciatoci in sorte. Interrogare le potenzialità inespresse restate nel passato può essere allora un esercizio critico. Una prova personale che il teatro ha la sempre più rara capacità di trasformare in esperienza collettiva, in inutile – e perciò tanto più prezioso – gesto politico. Quello di ritrovare nel presente soffocante l’aria nuova di un tempo a venire ancora in attesa di noi.