Calcinculo al disincanto. Di Laura Timpanaro

Babilonia Teatri prende a calci il disincanto con il forte e rabbioso luna park di Calcinculo.

Il mondo visto con gli occhi di Babilonia Teatri è una violenta giostra, capace di violentare e anestetizzare una popolazione ormai impaurita, depressa, disorientata che non rinuncia però alla tentazione di cedere alla finta spensieratezza del luna park.

Esaltando il pop, giocando con il trash all’interno di una dimensione apparentemente ludica, Enrico Castellani e Valeria Raimondi tracciano un ritratto impietoso della società contemporanea. Una società che dietro una maschera di spensieratezza cova profonde paure (del diverso, della morte, del vuoto) e nutre  controversi desideri come l’agognata  libertà da conquistare attraverso una porta blindata. Fanno capolino piccoli e grandi drammi del quotidiano: la depressione, a cui Valeria Raimondi dedica una graffiante canzone; l’ascesa di personaggi in grado di prendere decisioni forti perchè la confusione dei tempi non può permettersi la pluralità democratica; la frustrazione e la rabbia sociale con i loro tragici risvolti. La prosa lascia spesso spazio alla musica, i brani cantati da Valeria Raimondi sono carichi di un’amara ironia, celata da un ritmo pop emerge una visione cupa, impietosa ma profondamente lucida del presente. Sei canzoni che tracciano un percorso esistenziale dalla paura alla depressione fino a giungere al brano “politico” in cui si narra la perdita dell’ideologia a favore del disincanto, vera chiave di volta per comprendere il mondo contemporaneo. Dal ritmo serrato sono i monologhi di Enrico Castellani, dapprima nei panni di un uomo vittima di paure profonde e assurde, enfatizzate dal bombardamento mediatico dei nostri tempi, poi vestire panni di un conduttore di una sfilata canina e quelli dell’uomo forte di cui la società  impaurita, depressa, disorientata e anestetizzata ha bisogno. Verso la fine della pièce l’ultima irriverente e rabbiosa provocazione: il monologo di Enrico Castellani che annuncia di voler abbandonare il mondo del teatro e loda la capacità comunicativa ed organizzativa del gruppo terroristico Isis. Chiara e diretta presa di posizione contro il teatro “ufficiale” a cui rinfaccia l’autoreferenzialità e l’astenia. Sono monologhi di rabbia ma che celano una forte tensione sociale e la voglia di penetrare attraverso la drammaturgia in una realtà che non si lascia più provocare. Completano il giro di giostra momenti di celebrazione del grottesco: l’esibizione del direttore di scena Luca Scotton in una strampalata danza e l’esecuzione di un brano a cura del coro degli alpini, segno di un posticcio tentativo di giungere ad una rassicurante unità d’intenti.

Calcinulo di Babilonia teatri è una metafora del nostro presente, fatto di paura, ignoranza, consumismo, grottesche rivendicazioni sociali e derive culturali.

A tradurre in scenografia questo mondo così grottesco e assurdo c’è uno spazio apparentemente semplice ed essenziale: un microfono, una consolle e un’altalena, sullo sfondo degli estintori su cui si erge la bandiera della città di Venezia esplicito richiamo alla Lega Nord.

Enrico Castellani e Valeria Raimondi, autori e attori di Calcinculo, sono la coppia affiatata di questo lunapark. Valeria Raimondi, vestita come una cantante di piano bar, si esibisce raccontando in chiave pop, verità scomode sulle nostre vite, adoperando sapientemente lessico, toni e mimica.

Enrico Castellani dà vita ad un’interpretazione vigorosa ed energica dell’uomo contemporaneo nelle sue sfumature di nero.

 

Visto a Short Theatre 2018
Calcinculo
Di e con Enrico Castellani e Valeria Raimondi
Musiche Lorenzo Scuda
Direzione di scena Luca Scotton
Fonico Luca Scapellato
Produzione Babilonia Teatri, La Piccionaia centro di produzione teatrale
Coproduzione Operaestate Festival Veneto
Scene Babilonia Teatri
Produzione 2018

 

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