BETWEEN WHAT IS NO LONGER AND WHAT IS NOT YET. Di Laura Timpanaro  

Dominguez risponde alle provocazioni della realtà con la poesia dell’incertezza.

Se il tema dell’edizione 2018 di Short Theatre è “Provocare Realtà”, Juan Domiguez, artista eclettico, con il suo “Between what is no longer and what is not yet”, opera un sorprendente rovesciamento facendosi prima provocare dalla realtà per poi rispondere alla provocazione con una sfida utopica, poetica e rivoluzionaria.

Nel tempo sospeso tra ciò che non esiste più e ciò che non esiste ancora, Juan Dominguez compie una magia: coinvolgere il pubblico, affabularlo con un monologo che mescola stand up comedy e flusso di coscienza, per poi condurlo in un territorio sconosciuto popolato da poesia e coscienza sociale.

In una scena spoglia ed essenziale, Juan Dominguez attende il pubblico seduto con un’aria da comico nevrotico che ricorda Woody Allen,  indossa jeans sdruciti e una t-shirt anonima, capelli e barba non curati.

Dietro di lui la proiezione dei sottotitoli in italiano, la performance è in lingua inglese.

Per rompere il ghiaccio, informa la platea che andare in scena gli provoca sempre uno stato di tensione, poi inizia raccontando la storia di Giovanna D’arco e della sua incrollabile fede.
Prosegue con una divertente e curiosa disamina sull’importanza del nome proprio, nel corso della quale snocciola diversi dettagli della sua vita privata: una relazione con una donna durata ventitré anni, un’amicizia che dura dai tempi della scuola, la provenienza da una famiglia tradizionale molto cattolica e numerosa in cui può annoverare un discreto numero di fratelli, cognate, nipoti. Elementi che inquadrano l’artista in un contesto borghese e rassicurante, stabilendo così un legame basato sull’empatia con il pubblico e provocando ilarità, tenerezza e infine stupore come quando interrompe lo spettacolo per offrire un gelato al pubblico. È un tempo sospeso quello che della pièce, un tempo non scandito da scene o pause ma abitato da momenti che accadono in modo naturale.

Quando lo spettacolo sembra volgere al termine Juan Dominguez ha in serbo un’altra sorpresa: condurre la platea in un’altra dimensione, fatta di gesti che alimentano la tensione poetica e la bellezza.

Contro l’attuale sistema economico basato sull’efficienza ci si propone di creare poesia e bellezza, attraverso gesti che non possono essere rivelati a chi non ha ancora visto lo spettacolo.

Non colpisce tanto l’idea, in fin dei conti non nuova, da anni ormai si parla di decrescita felice o di movimenti analoghi per scardinare le logiche di un mondo globalizzato e spietatamente capitalista, quanto la modalità con la quale Juan Dominguez coinvolge il pubblico nel progetto.

Il linguaggio della stand up comedy, il codice di un flusso di coscienza, gesti spiazzanti e sorprendenti come quello di interrompere il monologo per il suono del proprio telefono cellulare o far entrare in scena un banchetto con gelati da offrire al pubblico preparano il terreno all’avverarsi di una magia: riscoprire che esiste un’altra dimensione del reale e che si può e, in un certo senso, si deve opporre alla realtà barbara e imbruttita dei nostri giorni la poesia e la bellezza.

Nessuna intenzione pedagogica o didattica anima Dominguez quanto l’interesse sincero nei confronti del pubblico in senso ampio, verso il quale mostra una naturale empatia. Ad accompagnarlo in scena due giovani assistenti, cospiratrici di poesia e bellezza.

Juan Dominguez in “Between what is no longer and what is not yet” sfodera le sue doti di poeta- narratore, capace di coinvolgere il pubblico e condurlo da una dimensione individualistica alla consapevolezza di una coscienza collettiva, da un mondo imbruttito ma  rassicurante nella sua prevedibilità alla bellezza e alla poesia dell’incertezza.

Visto il 6/09 a Short Theatre
Between what is no longer and what is not yet
Di e con Juan Domínguez
Prodotto da Juan Dominguez
Con il supporto di Tanznacht Berlin e Tanzfabrik Berlin/ apap-advancing performing arts project – Performing Europe 2020 / EU – Creative Europe Programme
Produzione esecutiva di Manyone

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