Un metro per misurare la realtà, a suon di calcinculo. di Viviana Santoro

Quando entrano gli Alpini del Basso Veronese e si dispongono lungo la profondità del palco slacciato di Babilonia Teatri, mi rendo conto di quanto siamo tristi in queste distanze incalcolabili. Loro, “con la penna sempre alta sul cappello”, senza bisogno di alcuna presentazione, custodi di chissà quale certezza consumata nei secoli. Noi, generazione del “nuovo”, piccoli nani intrappolati in 35 cm di altezza, oltre i quali vediamo (o crediamo di vedere) solo “futuro ossificato”.

Tristi, forse un po’ nostalgici di una realtà che non riusciamo a misurare, ascoltiamo quelle voci monumentali riunite in unità corale e pensiamo a quanto sia impossibile rispecchiarvici, oggi. Oggi, senza “più croci per dire Dio”, senza “più gradi per dire caldo”, senza Che Guevara appeso al muro, senza “un senso di appartenenza globale”. Guardare quel coro-colosso e pensare: quanto siamo tristi, noi, sfilacciati in un tempo nel quale prendere decisioni in modo collettivo è diventato superfluo? Noi, che non andiamo più a votare “ma commentiamo qualunque notizia schermati da uno schermo”? Io non smetto di chiedermelo. E non lo fanno nemmeno Valeria Raimondi e Enrico Castellani, che a Calcinculo prendono i loro sogni, il pubblico e questa generazione bloccata.

Verrebbe anche da ridere a veder sfilare quei cagnoloni in platea o un Luca Scotton tutto contento mentre strimpella uno dei pochi slogan pop che ci concediamo il lusso di inneggiare nel 2018: “all you can eat, all you can drink, all you can fuck”. Verrebbe anche da ridere, se non fosse che siamo tutti un po’ stanchi di farci prendere a calcinculo, di rimanere impagliati come leoni di San Marco su “una bandiera che non è la loro, una terra che non è la loro, un cielo che non è il loro, delle idee che non sono le loro”. Con abile e rodata maestria, Babilonia Teatri ci porge lo specchio, mostrando come a calcinculo non sono loro a prenderci, ma noi. E come noi, loro, che certo non si tirano fuori dalla giostra della depressione, in attesa di comporre “il numero verde per la felicità”.

Per un attimo, dopo la poesia di Pinocchio, la narrazione di David è morto o lo sguardo materno di Jesus, sembra di vivere il déjà-vu di Made in Italy, dei suoi toni sferzanti e acuminati. In un certo senso, sì. Ma la musica, che accompagna il respiro dell’ultimo spettacolo della compagnia veneta al suo debutto, non solo introduce (stilisticamente parlando) un elemento di novità rispetto ai precedenti esiti artistici, bensì suggerisce una strada-antidoto contro i nostri “palati anestetizzati”: a eccezione di Get Lucky, non a caso relegata in platea con pubblico e cani, sul palco risuonano brani originali, realizzati in collaborazione con Lorenzo Scuda (vedi Oblivion), che interpretano la tendenza rap rimasticandola con lo studiato e consapevole vocabolario di Babilonia, in una profondità creativa che guizza via da banalità.

Un minuto di silenzio, invece, per la volpe infilzata al soffitto e per tutti gli altri animali che, ritualmente, fanno la loro comparsa negli spettacoli di Babilonia. Salutiamo l’asino e il bue, l’agnello e il pollo arrostito. Salutiamo il nostro contatto col corpo, con le cose, con la terra. Salutiamo la nostra ferinità e l’incapacità di agire. In questo magma dove non si distingue più tra vittima e carnefice, osserviamo gente “che ha fatto spettacoli in piazza, nei centri commerciali, nei mercati, sulla Rambla e al Bataclan”, mentre c’è qualcuno che le rivoluzioni preferisce farsele nella testa… o in ciabatte.

Questo è Calcinculo, gentili lettori. Un gettone, una sola corsa. Due sarebbero forse un po’ troppo dolorose… Ma non preoccupatevi, ci pensano i cani a tirarci su il morale, insieme a un materasso buttato fuori dalla finestra. Buon divertimento!

 

30 agosto 2018
Teatro Remondini, Bassano Del Grappa, debutto per Operaestate Festival Veneto
Babilonia Teatri
CALCINCULO
Di e con Enrico Castellani e Valeria Raimondi
e con Luca Scotton
musiche Lorenzo Scuda
fonico Luca Scapellato
direzione di scena Luca Scotton
produzione Babilonia Teatri, La Piccionaia
coproduzione Operaestate Festival Veneto
scene Babilonia Teatri
produzione 2018
si ringraziano il Coro Ana Valli Grandi e Cuore Husky rescue

Latest from ARTICOLI FINALISTI

Vai a Top