Green leaves are gone, ovvero: what is for you disappearing? Di Angela Forti

Quattro corpi. Entrano ed escono dal quadrato bianco di una palestra. Quattro danzatori. Tre uomini e una donna. Fissano gli spettatori, dritto negli occhi. Compaiono e scompaiono. Una fisicità ora più dolce, ora più esasperata: in ogni caso, appena accennata, inizia a prendere vita per poi venire improvvisamente, prepotentemente interrotta. Si creano coppie, contrasti, abbracci; i corpi scivolano sui muri, scivolano tra le braccia del compagno. E di nuovo escono. Definitivamente svaniscono.
Quattro coreografi. Tommaso Monza, Giovanna Rovedo, Shady Abdelrahman e Ibrahim Abdo si incontrano per la prima volta nel 2015 in Egitto, al Cairo Contemporary Dance Center, in occasione di un tutoraggio ideato dal centro di produzione Anghiari Dance Hub: “Ci siamo incontrati e abbiamo avuto uno scambio di pratiche di lavoro. Finito quel momento ci è rimasta la voglia di andare avanti: non è facile condurre un progetto del genere, ci sono problematiche legate alla burocrazia, siamo in due stati diversi, non è stato semplice capire quando e come poterci incontrare.” Racconta Tommaso Monza: “Giovanna e io, però, ci sentivamo pronti, abbiamo spinto molto per portare avanti la collaborazione e, in Egitto, Ibrahim e Shady hanno recepito particolarmente bene il nostro entusiasmo. Abbiamo quindi maturato l’idea di incontrarci di nuovo”.
E proprio in una residenza proposta da Inteatro nasce “Green leaves are gone”, in scena a Polverigi il 22 giugno. Sparizione, scomparsa, estinzione, caducità: parole di cui sembrano essere intrise le nostre relazioni quotidiane, la nostra storia, i nostri luoghi; “è qualcosa che puoi scegliere, o che semplicemente accade”, in un’area mediterranea destinata a veder continuamente svanire sogni, ideali, desideri e realtà ñ ancora, addirittura, le stesse vite umane.
“La prima cosa è stato il desiderio di lavorare insieme, in qualche modo”, mi racconta Ibrahim Abdo, “Solo dopo abbiamo notato quanto il concetto di sparizione, di scomparsa, fosse presente nella nostra quotidianità individuale e collettiva, politica e culturale; e ne abbiamo fatto il nostro tema, ci abbiamo lavorato portando ognuno il proprio sentimento: cosa vuol dire per te “sparizione”? L’abbiamo coniugato fisicamente, scegliendo insieme gli elementi che ci sembravano più funzionali”.
Quattro poetiche. I giovani coreografi cercano i punti di contatto tra di esse, i punti di contatto tra due culture apparentemente distanti ma che condividono lo stesso mare e sembrano avere davvero molto in comune: “Venire in Italia mi ha fatto capire che condividiamo tante abitudini e caratteristiche. Dal punto di vista culturale i nostri Paesi vivono un’influenza reciproca, ora spontanea, ora imposta, ma che comunque ci rende vicini”.
Un progetto importante, che mira alla creazione di un ponte artistico tra gli stati del Mediterraneo, sostenuto dagli artisti e non pi˘ dagli organizzatori; un ponte “che parte dal basso” e che gode, così, di nuovo valore. Un desiderio condiviso, una speranza, quella con cui Ibrahim chiude la nostra chiacchierata: ìVorrei che questo progetto potesse crescere sempre più, completarsi e arrivare a includere artisti dalla Grecia, dalla Turchia, cosÏ come da tutti gli altri paesi europei.
Brindiamo a un festival che promuove il contatto tra realtà nuove e sconosciute, che permette di superare, anche solo per poco, nel tepore di un luogo-teatro, le distanze. Brindiamo al coraggio di attraversare il mare, quel “mare nostrum” che tanto ci unisce nelle diversità, quel confine innaturale, inconsistente, alla ricerca di ciÚ che scompare, che non cc’è più. Nel necessario tentativo di continuare a esserci e lasciare un’impronta che sia prolifica, seme di fratellanza, radice di incontri.

22 giugno 2018, Inteatro Festival di Polverigi
Green leaves are gone
Di e con Tommaso Monza, Giovanna Rovedo, Ibrahim Abdo, Shady Abdelrahman
Partner di progetto Marche Teatro, Natiscalzi DT, Compagnia Abbondanza/Bertoni, Anghiari Dance Hub
Progetto presentato nell’ambito di FOCUS YOUNG MEDITERRANEAN AND MIDDLE EAST CHOREOGRAPHERS 2018

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