Un blitz nella notte a passo di valzer. Di Marta Rizi

La notte è fonda, l’ora è tarda ma “finché la musica dura non dobbiamo preoccuparci di nulla”. I Blitz Theatre Group, una delle compagnie più all’avanguardia del panorama greco, va in scena a passo di valzer con Late Night il 5 e 6 giugno al Teatro Astra per il Festival delle Colline Torinesi. L’Europa è in fiamme ma the show must go on in questa surreale visione intrisa di humor e nostalgia.

Musica e macerie. Un vecchio televisore. Delle sedie. Sei personaggi in cerca di qualcosa. Un microfono. Questo ci ha lasciato la fine del mondo. Dove ora c’è polvere, prima c’erano cristalli e champagne; i tre uomini e le tre donne, sono seduti in fila, i loro sguardi persi nel vuoto. Una coppia si alza, i palmi delle mani si toccano mentre accennano un passo a due; provano a parlare ma escono solo indecifrabili bisbigli. Poi, come un incantesimo, irrompe il walzer e trascina i corpi uno dopo l’altro in un vorticare ossessivo e grottesco. “Appena sentivamo il boato degli aerei uscivamo e ballavamo”, ci racconterà uno dei personaggi: siamo a casa del Grande Gatsby durante l’Apocalisse, si balla per inerzia e disperazione come pupazzi di un carillon impazzito. La parola compare dopo oltre quindici minuti. L’unico modo per far arrivare la voce fino a noi è attraverso un microfono e i sei personaggi si mettono in fila per parlare come in guerra ci si mette in fila per ricevere il pane: “Yorgos applaude Sofia che è caduta. Pensa a Parigi distrutta lo scorso Novembre/ Sotto la torre di Notre Dame, lì dove mi hai amata ti sto ancora aspettando/ Questo è quello a cui sta pensando Maria/ L’esercito europeo sta marciando poco lontano da qui. Ha vinto la battaglia di Zurigo/ Sono tutti contenti/Diventerò un illusionista. Mi chiamerò magic trio ma sarò da solo/ Sognavamo di lasciare la Terra e vivere su Marte o Venere, un posto calmo e freddo/ Ai miei funerali suoneranno tutte le orchestre sinfoniche del mondo.”

Si tratta di memoria o profezia? Della II Guerra Mondiale o di quella che verrà dopo? Chi parla è sopravvissuto o è già morto?

Questa sperimentale elegia, che ricorda un Café Müller post-atomico e fa l’occhiolino ai Forced Entertainment, apre una dolorosa riflessione sul tempo, la perdita e il desiderio. I giri di valzer disegnano spirali ipnotiche sul tappeto coperto di calcinacci: non più passato, presente e futuro ma un’ellissi, una prigione metafisica dove esiste solo il tempo perduto.

La malinconia va a braccetto con il ridicolo in un godibile contrappunto: tra un giro di valzer e l’altro, i sei personaggi si cimentano in inverosimili giochi di prestigio e acrobazie da bambini cui seguono scrosci di applausi senza motivo. Una delle donne si improvvisa rivoluzionaria e urla in inglese: “L’umanità mi seguirà!”. Di tanto in tanto, come bombe o buchi di memoria, la scena è oscurata da dei black out totali che, se pur in linea con una regia volta allo spiazzamento, tendono ad indebolire la drammaturgia anziché farle spiccare il volo. Lo spettacolo vibra comunque di una sua forza evocativa poetica e politica: guardando le macerie sul palco non si può non pensare alla catastrophé Greca dell’ultimo decennio; al terremoto della brexit; alla distruzione della Siria; allo spettro di una guerra nucleare che agita i sogni dell’umanità dal 1945 e forse oggi più che mai dalla fine della guerra fredda è tornato ad infestare le cronache.

Shiva, il dio induista della danza e della distruzione veglia sui sei personaggi, forse ironicamente riuniti per festeggiare la fine dell’anno. L’ultimo ballo è il valzer N2 di Shostakovich di kubrickiana memoria. La notte è fonda, gli occhi sono chiusi: balliamo, balliamo, altrimenti siamo perduti.

 

5 e 6 giugno 2018, Festival delle Colline Torinesi
Late Night
Di Angelos Skassilas
Regia Angeliki Papoulia, Christos Passalis, Yorgos Valais
Uno spettacolo di Blitztheatregroup
Scenografia Efi Birba
Costumi Vassilia Rozana
Luci Tasos Palaioroutas
Coreografia Yannis Nikolaidis
Con Maria Filini, Yannis Nikolaidis, Angeliki Papoulia, Christos Passalis, Ioanna Rabaouni, Serafeim Radis
Produzione Onassis Cultural Center, Blitztheatregroup
Coproduzione con La Filature – Scène Nationale de Mulhouse
Presentato in collaborazione con Piemonte dal Vivo

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