“La caduta degli eroi nella società contemporanea: il dramma di Eracle Odiatore”. Recensione di Giordana Marsilio

“Il gran desiderio d’un cuore inquieto è di possedere interminabilmente la creatura che ama o di poterla immergere, quando sia venuto il tempo dell’assenza, in un sonno senza sogni che non possa aver termine che col giorno del ricongiungimento.” Le parole dello scrittore francese Albert Camus in La peste esprimono a pieno il sentimento disperato e folle che prova Eracle Odiatore, con protagonista Michele Maccagno, andato in scena il 29 maggio al Festival Primavera dei Teatri.

La pièce, scritta da Fabrizio Sinisi e messa in scena dalla compagnia Teatro dei Borgia per la regia di Gianpiero Borgia, si inserisce all’interno di un progetto più ampio da parte della compagnia, ovvero quello di raccontare sette miti relazionati ad una piaga sociale che affligge la realtà contemporanea. L’Eracle dei nostri giorni è un uomo all’apparenza ordinario, impiegato con famiglia. All’improvviso, però, un evento innesca un vortice di accadimenti che porteranno Eracle, come in un effetto domino, a perdere tutto quello che aveva: lavoro, reputazione, famiglia, denaro, in sintesi la sua vita.

Se nel mito greco era la dea Era ad istigare rabbia e odio nell’eroe portandolo poi a compiere un’atroce strage nei confronti della sua famiglia, qui l’uomo moderno non si scontra più con le divinità greche ma con la vox populi del web. Infatti il protagonista, in preda al rancore e alla solitudine, trova conforto sui social che infiammeranno ancora di più il suo risentimento, affidandogli delle prove di crudeltà da superare fino ad arrivare alla sfida finale: uccidere la famiglia e se stesso.

Sul palco ci sono diversi attrezzi da palestra, perché proprio come l’Eracle del mito, anche Michele Maccagno dovrà compiere delle fatiche, non solo in quanto personaggio, ma proprio come attore, il quale reciterà facendo esercizi di ginnastica. La diacronia tra parola e gesto rende il compito dell’attore ancora più arduo, dovendo pronunciare una cosa e farne un’altra. Quest’aspetto ripropone magistralmente il dramma dell’uomo contemporaneo, al quale è richiesto il multitasking, in un’epoca in cui tutto deve scorrere inesorabilmente veloce.

Proprio come Eracle passa da un esercizio ad un altro, anche noi saltiamo da un sito ad un altro, pensando una cosa e digitando già la successiva. L’utilizzo di internet e dei social, sempre più preponderante nella nostra vita, ci spinge così ad essere sempre presenti, sempre ‘attivi’, ma sviluppando al contempo un’apatia in noi che sfocia in solitudine, proprio come succede al protagonista.

Lo spettacolo è quindi composto da tante prove all’interno di una grande prova: quella di Michele Maccagno. L’interprete affronta con bravura e disinvoltura una sfida attoriale che richiedeva non solo un coinvolgimento emotivo ed intellettuale, ma anche una resistenza fisica non indifferente. Infatti l’attore non doveva limitarsi a fare suo il personaggio ma doveva farlo penetrare dentro di sé a livello epidermico. Proprio come Eracle, anche Michele Maccagno doveva soffrire e faticare. Il monologo procede in un crescendo parabolico che gradualmente va impennandosi per poi cadere a piombo con la sfida finale. Al climax del racconto corrisponde l’aumento dell’intensità e della difficoltà dell’esercizio da svolgere. Il cambio dei colori delle luci, invece, rendeva bene il mutare dello stato d’animo del protagonista, sottolineando così il pathos interiore di Eracle. Una prova quella della compagnia Teatro dei Borgia e di Michele Maccagno superata, i quali sono riusciti a concepire uno spettacolo con un grande equilibrio proprio laddove il protagonista è un folle disperato.

Eracle Odiatore è stato trasmesso in live-streaming, azionato dallo stesso attore che sale sul palco con il computer in mano e la webcam accesa. L’omicidio-suicidio che Eracle compirà alla fine verrà filmato e caricato in internet con il titolo “Gloria e Assoluzione”. Forse gli antichi miti greci, se si osserva attentamente, non sono poi così lontani dalla realtà dell’uomo contemporaneo.

 

29 maggio 2018, a Primavera dei Teatri
Eracle odiatore
Di Fabrizio Sinisi da Euripide
Con Michele Maccagno
Regia Gianpiero Borgia
Compagnia Teatro dei Borgia

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