“Eracle odiatore” a Primavera dei Teatri, intervista al protagonista Michele Maccagno. Di Giordana Marsilio

Il Teatro dei Borgia, compagnia con a capo della direzione artistica Gianpiero Borgia ed Elena Cotugno, ha iniziato un percorso che durerà tre anni nel quale metteranno in scena un ciclo di spettacoli chiamato Trasporto dei miti. Il primo ad essere stato trasposto è quello di Medea con Medea per strada, seguito dal mito di Eracle con Eracle odiatore, presentato nell’ambito del Festival Primavera dei Teatri come prima nazionale.

Michele Maccagno racconta la fase di preparazione dello spettacolo:

Lo definisco un lavoro work in progress, c’è un bellissimo testo scritto da Fabrizio Sinisi, dal quale siamo partiti per costruire lo spettacolo, che si evolve di volta in volta poiché è stato aggiunto un lavoro fisico sulla tessitura lessicale.

Il mito racconta la storia di un padre che stermina la famiglia in preda alla follia e alla rabbia. L’eroe compie una serie di fatiche che gli dei gli mettono davanti per farlo elevare dalla condizione di uomo a quella di dio. La compagnia ha quindi cercato di trovare un corrispondente nella società di oggi attraverso un lungo lavoro di ricerca. Il risultato è quindi quello di analizzare la condizione di padri separati che hanno perso tutto, prima il lavoro, quindi il loro ruolo all’interno della loro società e poi si sono visti allontanati dalla loro famiglia, perdendo la loro identità privata.

Io e Gianpiero Borgia (regista ndr.) siamo andati ad intervistare questi padri alla Caritas di Barletta. Incredibile quanto queste storie siano reali. Per loro l’unica via di uscita da quella situazione è uccidere la moglie e lo dicono con lucidità, poiché sostengono che non c’è nessuno al mondo che li possa aiutare. La storia del mito greco si è incastrata con la società attuale. Sono persone, prosegue Michele Maccagno, che si sono ritrovate senza lavoro, cacciate di casa, ma comunque costrette a doverla pagare perché intestata a loro, dove la moglie vive con i figli e talvolta anche con il nuovo compagno. Sono storie agghiaccianti quelle che ci sono state raccontate.

Ad arricchire lo spettacolo è il rapporto dell’uomo contemporaneo con il web e i social, che se usati mali aggiunge l’attore, possono diventare il male assoluto, come succederà per il suo Eracle. Infatti Eracle Odiatore è stato trasmesso online grazie al live-streaming, proprio per sottolineare il suo collegamento con il mondo d’internet.

Lo spettacolo non è solo una sfida per via delle tematiche delicate e sconvolgenti che trattano, ma lo è anche dal punto di vista della messa in scena. Al riguardo Michele Maccagno spiega: Quando ti formi in un’accademia di recitazione ti dicono che il gesto deve accompagnare la parola e che sul palco si deve vedere lo sforzo che compie il protagonista e non l’attore. Qui ho dovuto dimenticare tutto questo. In scena si compie un’attività diacronica, recito il testo e per tutta la durata del monologo svolgo esercizi fisici non attinenti al significato delle parole. È una prova per l’attore, è una prova per il pubblico.

Questo aspetto però può essere sì rischioso ma è allo stesso tempo il fascino di questo progetto, tentare un approccio nuovo e moderno, non solo ad un mito greco, ma al teatro stesso, che come afferma Maccagno, deve parlare al pubblico della sua realtà.

Eracle odiatore è uno spettacolo che, insieme al progetto intero dei miti, vuole portare all’estremo l’esperienza umana parlando di tematiche civili. Un nuovo modo quello della Compagnia dei Borgia di fare teatro che si evolve con il cambiare della società, perché come diceva Bertolt Brecht Il teatro non dovrebbe essere servo del poeta, ma servo della società.

 

29 maggio 2018, a Primavera dei Teatri
Eracle odiatore
Di Fabrizio Sinisi da Euripide
Con Michele Maccagno
Regia Gianpiero Borgia
Compagnia Teatro dei Borgia

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