Se Beckett fosse stato meridionale, avrebbe scritto Per prima cosa di Fabrizio Saccomanno. Da Castrovillari, Giordana Marsilio.

Se Beckett fosse vissuto nell’Italia meridionale avrebbe scritto la pièce Per prima cosa, portata in scena dalla Compagnia Teatrale Petra per la regia e drammaturgia di Fabrizio Saccomanno e con autori – attori Antonella Iallorenzi e Fabrizio Pugliese. I personaggi, un uomo e una donna, vivono disperatamente in condizioni molto umili e devono assistere inermi al depauperamento degli ultimi miseri averi che posseggono: una sedia, un baule, un tavolo, fino a quando non verranno strappati l’uno dell’altro, rimanendo ognuno, incompreso, in una solitudine lacerante. I due non hanno nomi, privati ormai di un’identità riconoscibile e contraddistinta in una società che li ha dimenticati. L’uomo prova ostinatamente a scrivere lettere a un fantomatico “Ministro” per esporgli le sue ‘lamentele’, ma non riceverà mai risposta, lo Stato è assente.

La pièce si sviluppa su un sostrato linguistico marcato del Sud d’Italia, connotato da un miscuglio di pugliese, calabrese e lucano, dal momento che non si vuole incentrare la storia su una località precisa, ma denunciare un abbandono territoriale nei confronti del sud. Le parole sono difficili da cogliere, il linguaggio è masticato e alle volte sussurrato, il vocabolario si fa sempre più scarno, poiché all’impoverimento materiale e fisico corrisponde lentamente un immiserimento lessicale, simbolo dell’allontanamento dell’uomo dalla civiltà.

Gli interpreti Antonella Iallorenzi e Fabrizio Pugliese rendono perfettamente il disagio esistenziale – da parte del personaggio di lei sia fisico che mentale – di due individui, emarginati e reietti della società, rinchiusi nella loro casa che è al contempo una prigione e un luogo che li protegge dal mondo esterno, rendendo così questi due individui angosciosamente reali.

I personaggi e l’ambientazione, che restituisce l’essenza miserabile della loro vita, non potrebbero essere più beckettiani, presentando personaggi disperati, che perdono il contatto con il mondo reale quanto crudele. Come se aspettassero Godot, guardano fuori dalla finestra verso l’orizzonte, nell’attesa che qualcosa arrivi, che qualcuno arrivi, infatti la donna chiederà ogni volta: “C’è nisciun?” e l’uomo guardando al di là della loro finestra, unico contatto con il mondo esterno, risponderà: “No”.

28 maggio 2018, in prima nazionale a Primavera dei Teatri
Per prima cosa
di e con Antonella Iallorenzi, Fabrizio Pugliese
scritto e diretto da Fabrizio Saccomanno
luci e scene Angelo Piccinni
produzione Compagnia Teatrale Petra
in collaborazione con Ura Teatro
prodotto con il sostegno di Residenza Teatrale di Novoli – Associazione Principio Attivo Teatro – Factory Compagnia Transadriatica

Latest from ARTICOLI FINALISTI

Vai a Top