Amore ricucito: “il teatro sbattuto in faccia” di Anthony Nielson in scena a Primavera dei Teatri. Il commento di Giordana Marsilio

L’Officina Teatro porta in scena al Festival Primavera dei teatri Amore ricucito un testo dissacrante e violento del regista e drammaturgo scozzese Anthony Nielson, uno degli esponenti del genere teatrale inglese “In-yer-face theatre” ovvero “il teatro sbattuto in faccia”. Così anche lo spettacolo, che vede come interpreti Ylenia Santo (Ebbie) e Mirko D’Urso (Stu) per la regia di Gaddo Bagnoli, comincia gettando lo spettatore in media res, in una lite accesa e violenta tra Ebbie e Stu. I due aspettano un figlio ma questo evento mette ancora di più in crisi il rapporto precario e dissoluto che li lega. Il racconto procede a ritroso, da questa discussione si ritorna al loro primo incontro: lei era una prostituta e lui un cliente. La loro relazione, all’apparenza sregolata, ha nel suo perverso gioco di sottomissione e di erotismo un equilibrio intrinseco ma sottile. L’arrivo di un figlio potrebbe però essere l’occasione per un nuovo inizio e forse il momento per saldare un legame da ricucire.

Il genere “In-yer-face theatre”, grazie a giovani drammaturghi come Sarah Kane, Mark Ravenhill e Anthony Nielson, ha portato negli anni ’90 per la prima volta in scena tematiche come violenza, sesso estremo, dipendenze e stupri, raccontandoli senza filtri, con un linguaggio crudo e diretto, che non conosce il politically correct.

Per il filosofo francese Jean-Paul Sartre ogni tipo di relazione umana, in particolar modo le relazioni amorose, sono destinate al fallimento poiché l’uomo, in quanto essere libero secondo gli esistenzialisti, cercherà di fronte ad un altro individuo libero come lui di sopraffarlo e di imporre così la propria indipendenza e autonomia. Per questo ogni legame sfocerà in un gioco di dominazione, da Sartre descritto come rapporto sadomasochista.

Amore ricucito di Nielson è forte, d’impatto e ricco di una drammaticità epidermica e sofferta che dovrebbe sconvolgere lo spettatore per trascinarlo in un vortice di tormenti e di giochi pericolosi. Tuttavia la messa in scena di Officina Teatro è debole poiché rimane sulla superficie del testo non scavando nel profondo Io dei due personaggi. Un testo di una tale portata avrebbe avuto bisogno di un apparato registico più sostanzioso che ridesse la sfumatura e la complessità psichica ai protagonisti, i quali, prima ancora di essere in crisi tra di loro, provano un intimo disagio esistenziale con se stessi. Gli interpreti Ylenia Santo (Ebbie) e Mirko D’Urso (Stu) non riescono a convincere in questa interpretazione, la quale è troppo incentrata e attenta al volume e al tono della voce (ad esempio nelle scene in cui si insultano) che sul significato e l’intento reale del dramma che si cela dietro quelle parole violente e provocatorie.
Così il dolore più intrinseco e tagliente della drammaturgia rimane in superficie.

 

27 maggio 2018, Primavera dei Teatri
Amore ricucito
di Anthony Neilson
regia Gaddo Bagnoli
con Mirko D’Urso e Ylenia Santo
assistente alla regia Eleni Marangakis
tecnica Irradia Lugano
produzione Officina Teatro

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