Sunset Boulevard, un viale lastricato di velluto, Di Roberto Mazzone

Con il debutto in esclusiva nazionale di Sunset Boulevar – dal 21 al 25 marzo al Politeama Rossetti di Trieste – anche l’Italia ha festeggiato il settantesimo compleanno di Andrew Lloyd Webber (Londra, 22 marzo 1948), il più famoso compositore contemporaneo di musical.

Il pluripremiato musical, con libretto e liriche di Don Black e Christopher Hampton, basato sull’omonimo film di Billy Wilder, viene presentato nell’edizione in lingua originale, con sottotitoli in italiano e un’orchestra di 17 elementi, attualmente la più numerosa a viaggiare in tour per un musical.

Cinque tir per il trasporto della scenografia, dieci chilometri di cavi sul palcoscenico, l’uso dei riflettori e un automobile in scena, i classici segni sul pavimento, costumi e parrucche realizzati interamente a mano sono tutti elementi che contraddistinguono un allestimento concepito dal regista Nikolai Foster per evocare intenzionalmente atmosfere da set cinematografico; circostanza che, probabilmente, giustifica la frequente presenza di tecnici sul palco per agevolare i cambi di scena pi˘ impegnativi. Il taglio cinematografico dell’allestimento Ë supportato dall’impiego calibrato e coerente di videoproiezioni, che mostrano alcuni spezzoni del film, soffermandosi sulle celebri inquadrature di Gloria Swanson, iconica protagonista.

L’esecuzione orchestrale dal vivo della partitura risulta vellutata e avvolgente, tuttavia il mood complessivo dello spettacolo appare leggermente sottotono, almeno fino a quando la protagonista termina di cantare la celebre With One Look: da quel momento, il pubblico si accende, scatta l’ovazione, l’orchestra e l’intero show procedono a un ritmo decisamente più vivace e sostenuto, già scandito sul palcoscenico dall’impronta decisamente cinematografica e corale delle coreografie.

Spetta a Ria Jones confrontarsi nuovamente con il complesso ruolo di Norma Desmond, cinquantenne diva del cinema muto, incapace di adattarsi all’introduzione del sonoro nelle pellicole, ossessionata dall’amore per il giovane sceneggiatore Joe Gillis, vittima designata della sua follia. La star del West End è legata indissolubilmente a questo ruolo: Andrew Lloyd Webber, infatti, l’ha scelta come protagonista per il workshop dello show al Sydmonton Festival nel 1991; in seguito, ha sostituito in alcune recite un’indisposta Glenn Close nella versione in forma semiscenica del musical, rappresentata a Londra nel 2016. La sua voce vellutata e dal timbro corposo, l’elegante presenza scenica e la forza evocativa dello sguardo hanno incantato anche il pubblico italiano: emblematica, in questo senso, la scena ambientata agli studi della Paramount, quando la performer rivolge al pubblico il suo sguardo, illuminato dalla luce di un riflettore, che oltre a illuminare il palcoscenico sembra irradiarsi per tutta la sala. Subito dopo, la sua interpretazione di As If We Never Said Goodbye segna l’ennesimo trionfo.
Fascino e talento contraddistinguono l’impegnativa interpretazione di Danny Mac: il suo Ë l’unico personaggio (quasi) sempre in scena e racconta al pubblico, attraverso un lungo flashback, la delirante parabola discendente di una stella sul viale del tramonto. Il duetto Too Much in Love to Care, eseguito in coppia con Molly Linch, (Betty Schaefer) riscuote largo consenso da parte del pubblico. Applausi davvero meritati anche Adam Pearce, nel ruolo di Max von Meyerling, custode silenzioso ed enigmatico della fama perduta della protagonista.
Gli interpreti principali sembrano, però, prendere troppo sul serio i rispettivi ruoli, restituendo al pubblico una percezione lievemente alterata dello spettacolo, rispetto alla connotazione folle, surreale e torbida della vicenda.
Lo spettacolo non ha comunque tradito le elevate aspettative, soprattutto se si considera che questa versione, fuori dall’Inghilterra, la si Ë potuta applaudire solamente a Trieste e Amsterdam.

Di Roberto Mazzone

“SUNSET BOULEVARD”
Di Andrew Lloyd Webber – Don Black e Christopher Hampton dal film di Billy Wilder
Produzione Curve Leicester in collaborazione con Michael Harrison Entertainment e David Ian Productions

Visto al Politeama Il Rossetti di Trieste, 21 marzo 2018

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