Nella mente di Freud e dello spettatore. Di Barbara Volpe

Dal 23/01 al 11/03 è andato in scena al Teatro Piccolo di Milano il più onirico degli spettacoli “Freud o l’interpretazione dei sogni” di Stefano Massini con la regia di Federico Tiezzi.
Il titolo dello spettacolo, costruito con una congiunzione disgiuntiva, raffigura magistralmente l’opposizione, il confronto e la lotta interiore del dottor Freud durante i suoi studi.

“Da una scintilla nacque una fiamma e dalla fiamma l’incendio” è la citazione di una delle battute che viene ripetuta con maggior frequenza, sembrerebbe una frase da copione ma lentamente il suo ruolo si fa spazio nello spettacolo; essa racchiude quasi banalmente il senso profondo, complesso che si sprigiona durante la messa in scena e attraverso tre percorsi concatenati. Il primo rappresenta la nascita e lo sviluppo dell’idea dell’interpretazione del sogno nella mente e poi negli studi di Freud che, strizzando l’occhio a Pirandello, si fa “Uno, nessuno e centomila”: psichiatra e paziente, studioso e studiato, ossessione ed ossessionato; da ricercatore diventa infatti oggetto dei suoi studi e si interroga sui propri personali sogni.

Il secondo percorso è quello che ci mostra come, da sogni apparentemente privi di senso, emerge la lotta interiore del sognatore che lentamente viene ricondotto all’evento che ha scaturito il disagio da cui è afflitto. I sogni, definiti “materiali di scarto”, procedono per immagini che, se isolate, rappresentano i concetti che danno vita al dramma onirico: ogni sogno è clandestino, privato, a tratti spaventoso in quanto mostra l’Io che non sappiamo di essere ma che esiste in ognuno di noi.

La terza ed ultima strada è quella che porta il pubblico sul palco, da osservatore passivo diventa protagonista attivo: la messa in scena infatti è altamente cinematografica ed attraverso l’utilizzo di uno specchio sopra il palcoscenico viene chiesto allo spettatore non solo di definire il proprio ruolo – se osservatore od osservato – ma anche di costruire il proprio percorso mentale, non vengono infatti imposte conclusioni deduttive dall’autore.

Uno spettacolo che in somma è in grado di azionare la mente dello spettatore, sia esso sveglio o dormiente.

Di Barbara Volpe

“Freud o l’interpretazione dei sogni”
Di Stefano Massini
Riduzione e adattamento Federico Tiezzi e Fabrizio Sinisi
Regia Federico Tiezzi
Produzione Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa

Visto al Piccolo Teatro Strehler, 25 gennaio 2018

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