La (ri)scoperta di Creonte. Di Angela Forti

Note orientali ci conducono nell’atmosfera di un mitico Medio Oriente; siamo in una sala da pranzo: a terra il corpo scomposto di Polinice, seduti intorno al tavolo, affranti, i protagonisti della tragedia: un’Antigone sconvolta, furibonda, impulsiva, dialetticamente in contrasto con la logica ferrea e fredda delle parole di Creonte e la sua malcelata ironia. Nell’ambiente spettrale di un obitorio prende posto il coro, assemblea permanente che seguirà e giudicherà silenziosamente i fatti.
Fin dalle prime scene il ritmo è esasperatamente lento, sul palcoscenico regna la staticità: tutto viene delegato alla potenza della parola. Gli anziani di Tebe, curvi e severi, scandiscono l’azione in un gioco di echi e risposte; appaiono e scompaiono da ampie finestre, attenti osservatori, saggi esaminatori. Antigone, condannata a morte, arranca sconfitta verso la propria tomba, attraversando faticosamente l’intera lunghezza del palco. Inizialmente siamo smarriti, noi spettatori abituati ad una vita frenetica, ma ben presto avviene la magia: entriamo in quella dimensione altra da noi, in quel tempo tanto insolito, veniamo trascinati e avvolti dalla sua armonia interna. Finiamo per commuoverci sullo straziante monologo di Creonte.
Nell’incontro tenutosi con gli autori era stato approfondito il motivo della nuova traduzione, curata da Simone Beta appositamente per lo spettacolo, il cui obbiettivo era quello di un testo di parole semplici, in grado di sviscerare quei personaggi e restituirne la complessità; un linguaggio scorrevole per veicolare l’attualità di temi come il potere, il ruolo della donna, i rapporti famigliari. Si è parlato molto della potenza visiva della scenografia di Gregorio Zurla, ampia, spettrale: il regista definisce un vero e proprio limbo quell’obitorio di tavoli in metallo sui quali giacciono inquietanti e candidi scheletri. Efficace, inoltre il disegno luci di Gianni Pollini: tubi al neon scandiscono geometricamente lo spazio, demarcano ulteriormente la separazione tra i protagonisti. I personaggi si dispongono in veri e propri quadri viventi, fissi per tutta la durata della scena.
Grande attenzione è stata riservata a Creonte, non più il tirannico sovrano brechtiano, bensì personaggio prismatico: nell’interpretazione di Sandro Lombardi prende vita il dramma di un uomo condannato al potere, un uomo impreparato, timoroso, perfino premuroso nella gestione del governo. Creonte non sa quale sia la scelta giusta, e sceglie secondo una logica inclemente. Traspare, tuttavia, il contrasto che egli vive con la propria sensibilità. Creonte non è soltanto regnante: è anche padre. Padre di Emone e, in un certo senso, padre acquisito di Antigone e Ismene. Egli giunge straziato, cosciente del proprio errore, al termine della vicenda; privato di tutto, vittima del proprio destino.
Anche l’Antigone di Lucrezia Guidone non è più l’eroina che sacrifica la propria vita ai moti del cuore e alla legge divina; non solo. É un personaggio prepotente, incurante delle conseguenze delle proprie azioni. É testarda e, come ogni adolescente, non valuta nemmeno lontanamente l’idea di scendere a compromessi.
Ne derivano due personaggi destinati a non capirsi: da una parte una logica astratta e la concezione della legge come espressione della potenza politica; dall’altra la concretezza materica, l’eccesso passionale, la legge divina come unica fonte ineluttabile del diritto. L’incontro/scontro di questi due mondi diviene il motore dell’azione, il punto generatore di un conflitto, alla fine dei conti, insanabile.

Di Angela Forti

“Antigone”
di Sofocle, traduzione Simone Beta
Regia Federico Tiezzi
Con Ivan Alovisio, Marco Brinzi, Carla Chiarelli, Lucrezia Guidone, Lorenzo Lavia, Sandro Lombardi, Francesca Mazza, Annibale Pavone, Federica Rosellini, Luca Tanganelli, Josafat Vagni, Massimo Verdastro
e con Francesca Benedetti
Produzione Teatro di Roma – Teatro Nazionale e Compagnia Lombardi Tiezzi

Dal 27 febbraio al 29 marzo 2018 al Teatro Argentina di Roma e ora in tounée

La foto è di Achille Le Pera

 

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