La moglie di Cinzia Spanò. Lontano dagli occhi lontano dalla verità. Di Alessandra Pace

In guerra e in amore tutto comincia e finisce. Cinzia Spanò, autrice e interprete, con la regia di Rosario Tedesco, dà voce a Laura Capon Fermi, moglie del fisico premio nobel Enrico Fermi, in un monologo che traccia l’inizio e la fine di un amore e di una guerra.
» il 1938 quando l’Italia firma col sangue degli ebrei le leggi razziali. Laura è ebrea, e per i coniugi Fermi si rende necessaria la fuga. Una telefonata da Stoccolma: il professore è chiamato a ritirare il suo premio. Da lì voleranno verso gli Stati Uniti, in New Mexico.
La scena della Sala Bausch al Teatro Elfo Puccini è spoglia, tre sedie vengono liberate dal cellophane, insieme ai ricordi. Ricordo è una delle parole preferite da Laura, lei studia Lettere e ama le parole, lui ha un’ossessione per i numeri e la sequenza di Fibonacci. Un amore che nasce dalla consapevolezza di essere diversi, dalla conoscenza ñ refrain ricorrente per tutto lo spettacolo ñ opposta alla cecità dell’ignoranza. La scrittura della Spanò, attraverso lo sguardo intimo delle quattro mura di casa, avvicina lo spettatore alla figura di Enrico Fermi mostrandolo nei panni pi˘ umani di marito goffo, divertente nella sua geniale bizzarria. L’alba di un amore che fa sorridere, ridere di gusto nei suoi aspetti pi˘ goliardici. Peccato che una volta spenta la risata, lo spettacolo sprofondi in un turbine che non lascerà più nemmeno un’occasione per inspirare a pieni polmoni.
Quello che doveva essere per i coniugi Fermi il viaggio della salvezza diventa per Laura un soggiorno da incubo, a Los Alamos, cittadina sperduta dove gli scienziati più importanti del mondo vivono con le loro famiglie. Il focus a questo punto dello spettacolo si è spostato, la storia d’amore sfavillante si è spenta, rimane solo il grigio in cui Laura inizia a impantanarsi. » lontana dalla guerra, ma in questo caso non vale il lontano dagli occhi lontano dal cuore, vale piuttosto il lontano dagli occhi lontano dalla verità. Pur avendola a portata di palmo.
La storia dei coniugi Fermi, nella drammaturgia intelligente della Spanò, si intreccia con il mito di Amore e Psiche. Fino a quando è possibile amarsi senza guardarsi negli occhi, senza conoscersi veramente? A Los Alamos nessuna delle mogli degli scienziati sa che i loro mariti stanno lavorando alla bomba atomica che verrà sganciata su Hiroshima e Nagasaki. Le giornate di Laura trascorrono tutte uguali, e anche con la compagnia delle altre mogli i discorsi si ripiegano nelle stesse banalità. “Quando uno smette di parlare di cose di spessore, presto o tardi finirà anche per smettere di pensare cose di spessore”, dice una di loro. L’unica che, in quella che sembra un’atmosfera orwelliana di consenso e obbedienza, ha il coraggio di insinuare il dubbio in Laura. Il silenzio coniugale che ormai vive la esaspera, e il bisogno di conoscere inizia a prevaricare su quello di amare ciecamente.
Nel suo delirio solitario le luci di Giuliano Almerighi si fanno basse e opprimenti, e l’interpretazione della Spanò segue tracciati tortuosi nel flusso di ricordi, nel sospetto e nella paura.
Laura inizia a interrogarsi come Psiche si interroga sul volto del suo amato. Moglie fedele fino a ieri, Laura si accorge di aver sposato il silenzio di un marito ormai estraneo, devoto solo all’autocensura che lo lega al progetto Manhattan. Lei che amava cosÏ tanto le parole, ha lasciato che il silenzio la appiattisse e si è macchiata di quel reato che è l’ignoranza, la non conoscenza. Mentre la verità dormiva dall’altro lato del suo stesso letto. La moglie dell’italiano la chiamano, di quell’italiano che ha contribuito alla pi˘ grande nube di grigio della storia del mondo. Psiche si volta e guarda negli occhi Amore, Hiroshima e Nagasaki sono rase al suolo.
Un dramma accurato e ben scritto, in cui la figura di una donna emerge nettamente dallo sfondo storico, portando lo spettatore a un senso di angoscia, oltre che seguire quello della protagonista nella sua affannosa ricerca della verità.

Di Alessandra Pace

“La Moglie. Viaggio alla scoperta di un segreto”
Di Cinzia Spanò
Regia Rosario Tedesco
Produzione Teatro dell’Elfo / in collaborazione con PIANOINBILICO

Visto al Teatro Elfo Puccini, 7 febbraio 2018

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