Delitto/Castigo, regia di Sergio Rubini. Una riflessione di Alessio Agostini

Entro. Sgocciolio di qualche liquido proveniente dal palco. Pensare legittimamente ad un problema di tubature all’interno del teatro della Pergola sarebbe stato più che giusto, ma lo sgocciolio è “semplicemente” un preludio a quello che sarà scenografia positiva e protagonista fisico dello spettacolo, ovvero il suono. Mi siedo. Assaggio il resto della scenografia sul palco composta da un letto, una porta, un tavolo (con sopra due negroni che non verranno mai sorseggiati durante l’opera e questo mi è particolarmente dispiaciuto), un altro tavolo pendente dal soffitto, giacche appese. Giacche appese? Perché? La mia ipotesi è stata che quella moltitudine di giacche appese servisse a rendere meglio l’idea di una San Pietroburgo disordinata e un po’ sovraffollata, come sarebbe del resto quella del romanzo (peccato che questo elemento mi aveva talmente tanto destato interesse che poi puntualmente si perde all’interno di altre buone idee mal sfruttate). Inizia lo spettacolo. Lo Cascio è disteso per terra a scrivere con una matita di cui è stato riprodotto l’audio (dalla console di missaggio). Già subito dall’inizio ho visto l’attore costretto a seguire questo audio pre-registrato e già subito l’ho visto perso, inoltre per tutto lo spettacolo tiene il copione in mano e per tutto il tempo ho domandato a me stesso cosa ci stessi facendo lì. Di fronte a questa affermazione qualcuno potrebbe tuonare che Lo Cascio (nella visione rubiniana del romanzo originario) fosse una delle due voci narranti all’interno dello spettacolo e che rappresentasse l’io diviso del protagonista. Tuttavia Lo Cascio si porta costantemente dietro quel maledetto copione e visivamente mi faceva piangere di disperazione. Per quanto riguarda Rubini, io posso solo dire che sa il fatto suo e si destreggia bene tra le settecentoquarantatré parti che si è costruito. Io ho rinominato infatti questo “Delitto/Castigo” (titolo su cui ho ragionato intensamente e su cui non ho dubbi essere l’elemento da me preferito dell’intero spettacolo) come “Rubini Show” (mi è ritornato alla mente Birdman di Alejandro González Iñárritu quando Edward Norton dice a Michael Keaton che ha stravolto le battute del testo originale per avere le parti migliori). Anche qui però devo far notare che “Delitto e Castigo” di Dostoevskij è un romanzo che si può definire polifonico e in quanto tale tende a far parlare e vivere tutti suoi personaggi, allora mi sono detto che Rubini non l’ha pensata male ad affidare a soli quattro attori l’intera opera e (come tutte le buone idee in quest’opera) l’intuizione geniale si perde quando Pasquini e Bonomo interpretano personaggi che hanno la stessa presenza e livello di introspezione delle giacche appese nella scenografia di Barbati. I costumi sono altre giacche, la cui cromatura ha ispirato in me una Russia fredda e inconoscibile (tranne per la Pasquini che si accaparra uno scialle degno dei kulaki di quel tempo). Insomma tutta l’opera è zoppicante, piena di buone idee rese male e il messaggio/significato arriva al pubblico (essendo non diverso da quello presente nel romanzo) che applaude un po’ stordito da quella rappresentazione che tende alla sottrazione, all’azzeramento (come il titolo azzera i motori morali che ispirarono la scrittura del buon Fëdor). È come se Rubini volesse aprire quel romanzo da lui tanto amato di fronte al pubblico e glielo volesse mostrare con l’impazienza di un bambino e questo l’ho apprezzato, ma devo ammettere che, dove ha voluto osare un po’ di più, si è ritrovato coi piedi nel fango. Scrivo a distanza questa riflessione appositamente e sinceramente gli unici elementi che sono meglio riuscito a fotografare sono le tattili sonorità di G.U.P. Alcaro e il titolo (come già detto precedentemente), gli unici addendi azzeccati dell’operazione messa su in Delitto/Castigo.

di Alessio Agostini

“Delitto/Castigo”, adattamento teatrale di Sergio Rubini e Carla Cavalluzzi, regia Sergio Rubini, con Luigi Lo Cascio e Sergio Rubini, produzione  Nuovo Teatro / Fondazione Teatro della Toscana
Teatro Della Pergola di Firenze, 23-29 marzo 2018

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